Analisi del reticolo di schedulazione
L’analisi del reticolo di schedulazione è una tecnica che genera la schedulazione di progetto. Utilizza varie tecniche analitiche, quali il metodo del percorso critico, il metodo della catena critica, l’analisi what-if e il livellamento delle risorse per calcolare le date di inizio e fine, minime e massime, per le parti non completate dalle attività di progetto. Alcuni percorsi del reticolo possono avere punti di convergenza o divergenza che possono essere identificati e utilizzati nell’analisi della compressione della schedulazione o altre analisi.

Metodo del percorso critico
Il metodo del percorso critico calcola le date teoriche di inizio e di fine minima e le date teoriche di inizio e di fine massima per tutte le attività, indipendentemente dalle limitazioni delle risorse, eseguendo un’analisi del calcolo in avanti e a ritroso attraverso il reticolo di schedulazione. Le date di inizio e di fine minime e massime risultanti non sono necessariamente la schedulazione del progetto; piuttosto, indicano i periodi di tempo entro i quali l’attività potrebbe essere schedulata, in funzione delle durate delle attività, delle relazioni logiche, dei lead, dei lag e di altri vincoli noti.
Le date di inizio e di fine minime  e massime calcolate possono essere influenzate dal total float dell’attività, che fornisce flessibilità di schedulazione e può essere positivo, negativo o pari a zero. Su qualsiasi percorso del reticolo, la flessibilità di schedulazione si misura tramite la differenza positiva tra le date minime e massime e prende il nome di “total float”. I percorsi critici hanno un total float pari a zero o negativo, e le attività di schedulazione su un percorso critico si chiamano “attività critiche”. Un percorso critico è normalmente caratterizzato da un total float pari a zero sul percorso critico. I reticoli possono avere più percorsi quasi critici. Per produrre percorsi del reticolo con total float pari a zero o positivo possono essere necessari degli adeguamenti delle durate delle attività, delle relaziono logiche, dei lead e lag o degli altri vincoli di schedulazione. Una volta calcolato il total float per un percorso del reticolo, è possibile determinare anche il free float, la quantità di tempo della quale si può ritardare un’attività senza ritardare la data di inizio minima delle attività immediatamente successive all’interno del percorso del reticolo.

Metodo della catena critica
La catena critica è una tecnica di analisi del reticolo di schedulazione che modifica la schedulazione del progetto per tenere conto delle risorse limitate. Inizialmente, si costruisce il reticolo di schedulazione del progetto usando le stime di durata con le dipendenze necessarie e i vincoli definiti come input. Si calcola poi il percorso critico. Dopo aver identificato il percorso critico, si inserisce la disponibilità delle risorse e si determina il risultato della schedulazione a risorse limitate. La schedulazione risultante ha spesso un percorso critico alterato.
Il percorso critico vincolato dalle risorse è chiamato catena critica. Il metodo della catena critica, per gestire l’incertezza, aggiunge alla durata dei buffer, che sono attività non lavorative. Un buffer, posizionato alla fine della catena critica, prende il nome di buffer del progetto e protegge la data obiettivo di fine progetto da slittamenti lungo la catena critica. Ulteriori buffer, chiamati feeding buffer (o buffer di alimentazione), sono posizionati in ciascun punto in cui una catena di attività dipendente non presenti nella catena critica si inserisce nella stessa. I feeding buffer proteggono quindi la catena critica da slittamenti lungo le catene di alimentazione. Le dimensioni di ciascun buffer devono rispecchiare l’incertezza nella durata della schedulazione, le pianificate sono schedulate all’ultima data di inizio e di fine che è possibile schedulare. Di conseguenza, invece di gestire il total float dei percorsi del reticolo, il metodo della catena critica si incentra sulla gestione delle durate rimanenti dei buffer rispetto alle durate residue delle catene di attività.

Livellamento delle risorse
Il livellamento delle risorse è una tecnica di analisi del reticolo di schedulazione applicata a una schedulazione che è già stata analizzata tramite il metodo del percorso critico. Il livellamento delle risorse può essere utilizzato quando le risorse necessarie critiche o condivise sono disponibili esclusivamente in determinati momenti o in quantità limitate o per mantenere l’utilizzo delle risorse a un livello costante. Il livellamento delle risorse è necessario quando le risorse sono state allocate in eccesso, ad esempio in caso in cui una risorsa sia stata assegnata a due o più attività durante lo stesso periodo di tempo, quando le risorse necessarie critiche o condivise sono disponibili solo in determinati momenti oppure in quantità limitate. Il livellamento delle risorse può spesso causare modifiche al percorso critico originario.

Analisi dello scenario What-if
Si tratta di un’analisi della domanda “Cosa accadrebbe se si verificasse la situazione rappresentata dallo scenario X?” L’analisi del reticolo di schedulazione si esegue utilizzando la schedulazione per calcolare i vari scenari, quali il ritardo della consegna di un componente principale, l’estensione di durate di progettazione specifiche o l’introduzione di fattori esterni, quali uno sciopero o una modifica nel processo di autorizzazione. Il risultato dell’analisi dello scenario What-If può essere utilizzato per valutare la fattibilità della schedulazione di progetto in condizioni avverse e nella preparazione dei piani di contingency e di risposta per superare o ridurre l’impatto di situazioni inaspettate. La simulazione implica il calcolo di varie durate del progetto basate su serie diverse di assunti riferiti alle attività. La tecnica più comune è l’analisi Monte Carlo, in cui si definisce una distribuzione delle possibili durate dell’attività per ciascuna attività e la si utilizza per calcolare una distribuzione dei possibili risultati per il progetto totale.

Applicazione di lead e lag
I lead e lag sono perfezionamenti applicati durante l’analisi del reticolo per sviluppare una schedulazione fattibile.

Compressione della schedulazione
La compressione della schedulazione abbrevia la schedulazione del progetto senza modificare l’ambito del progetto per soddisfare vincoli di schedulazione, date imposte o altri obiettivi di schedulazione. Le tecniche di compressione della schedulazione includono:

  • Compressione dei tempi (crashing) – è una tecnica di compressione della schedulazione in cui si analizzano le scelte di compromesso tra costi e schedulazione, al fine di determinare come ottenere la maggiore compressione con i minori costi incrementali. Esempi di crashing potrebbero essere l’approvazione del lavoro straordinario, l’inserimento di risorse aggiuntive o un pagamento per velocizzare la consegna alle attività del percorso critico. La compressione dei tempi funziona soltanto per le attività in cui ulteriori risorse abbreviano la durata. Il crashing non sempre produce un’alternativa fattibile e può comportare un maggiore rischio e/o costo.
  • Fast tracking – è una tecnica di compressione della schedulazione in cui le fasi o le attività normalmente eseguite in sequenza sono eseguite in parallelo. Un esempio è la costruzione delle fondamenta di un edificio prima di completare tutti i progetti architettonici. Il fast tracking può comportare la rilavorazione ed un rischio maggiore. Il fast tracking funziona soltanto se le attività possono essere sovrapposte per ridurre la durata.

Strumento di schedulazione
Gli strumenti di schedulazione automatizzati accelerano il processo di schedulazione generando date di inizio e di fine sulla base degli input delle attività, dei reticoli, delle risorse e della durata delle attività. E’ possibile usare uno strumento di schedulazione in abbinata ad altre applicazioni software di Project Management oltre a metodi manuali.