Secondo l’Associazione Direct Marketing americana, ogni dollaro speso per una mail produrrà un profitto pari a $ 39,40

  • definire in anticipo quale è lo scopo principale che si vuole raggiungere con l’email inviata ai clienti (potenziali e/o acquisiti) e quali sono gli obiettivi secondari
  • le campagne con offerte mirate tendono a essere più efficaci per la vendita diretta e la fidelizzazione della clientela, soprattutto se sono abbinate a piccoli omaggi / regali
  • nelle offerte dirette è fondamentale spingere il lettore all’azione immediata verso l’obiettivo principale del messaggio (vendita) o uno degli obiettivi secondari (vista al sito, registrazione in nuovi servizi, ecc.)
  • le newsletter sono più efficaci per la promozione del marchio e dell’immagine aziendale, soprattutto se i contenuti sono realmente utili e i titoli permettono una usabilità / fruibilità immediata dei testi
  • in una newsletter risultano fondamentali la qualità delle offerte o dei contenuti proposti, la denominazione e la chiarezza sugli argomenti trattati
  • in Italia per fare email marketing su larga scala verso persone fisiche occorre aver preventivamente informato (direttamente o indirettamente) il destinatario circa l’uso che si farà dei suoi dati e aver ricevuto l’autorizzazione espressa all’invio di materiale pubblicitario
  • moduli di contatto con campo preimpostati sono di gran lunga la modalità di contatto preferibile online, perché consentono di ottenere la liberatoria sulla privacy in maniera semplice e automatica e forniscono tutte le informazioni di profilazione minime per un contatto efficace
  • le liste costruite internamente sono spesso molto più sicure (assenza di spam trap) ed efficaci (tassi di conversione più alti) di quelle acquistate all’esterno, soprattutto se queste non sono profilate (indirizzi generici), se si ignora come sono state raccolte, se sono molto ampie e se costano poco
  • la riconoscibilità chiara e immediata del mittente di un messaggio email è il primo fattore determinante per incrementare il tasso di apertura
  • la mente umana è in grado di formare la prima impressione di un sito web (e dell’azienda che vi è rappresentate) in appena 1/20 di secondo (un battito di ciglia)
  • il mittente e l’oggetto sono due fattori critici che possono decretare il successo o il fallimento di una campagna di email marketing, vanno quindi curati con grande attenzione e adeguatamente testati prima dell’invio
  • la stragrande maggioranza dei navigatori web è già iscritta a numerose mailing list e, anche se ritiene un sito o una newsletter interessante, molto difficilmente sottoscriverà un nuovo servizio se non vede elementi immediati di grande vantaggio rispetto ai servizi che già usa regolarmente
  • è consigliabile utilizzare un formato HTML estremamente leggero, in cui le informazioni principali si leggano bene anche senza le immagini, dando sempre immediatamente la possibilità di accedere a una visualizzazione alternativa tramite un link testuale
  • le statistiche dimostrano che un messaggio accantonato ha oltre il 90% di probabilità di non essere mai più riaperto
  • messaggi non verbali che si trasmettono attraverso l’impostazione grafica dell’email devono essere in linea con i contenuti; se c’è molto contrasto, l’effetto inevitabile sarà scarsa conversione delle campagne
  • un’immagine vale più di molte parole, ma deve essere di buona qualità, funzionale ed esplicativa rispetto agli argomenti trattati, oppure mirati a suscitare emozioni positive, altrimenti si rischia di dare messaggi non verbali controproducenti rispetto all’obiettivo della comunicazione
  • nel campo destinatario ci deve essere un solo indirizzo: quello dell’utente che riceve l’email; tutte le altre possibilità sono da evitare
  • è fondamentale inserire nell’intestazione un link di visualizzazione alternativa e nel piè di pagina una procedura semplice e automatica per rimuoversi dalla lista; ostacolare la cancellazione servirà solo ad abbassare i tassi di conversione aumentando il rischio di essere percepiti come spammer
  • una pagina di cancellazione dalla lista che offre la possibilità di scegliere argomenti diversi e frequenza di invio preferita, da solo è in grado di recuperare numerosi utenti prima che si cancellino
  • i link cliccabili e le chiamate all’azione vanno inserite più volte all’interno del messaggio in formati e posizioni diverse, in modo da minimizzare il rischio che non vengono riconosciute e aumentare le probabilità di contatto
  • incentivare la condivisione e la diffusione virale dei contenuti divulgati è una delle chiavi del successo delle moderne campagne di email marketing; il passaparola telematico è uno degli strumenti migliori e più a basso costo per aumentare conversioni e nuove iscrizioni
  • la capacità con cui riusciremo a far emergere online i commenti positivi dei nostri utenti rispetto a quelli negativi sarà determinante nei prossimi anni per ottenere il massimo risultato dalla nostra presenza online
  • inserire, ove possibile, offerte complementari o dei richiami ad altre aree del sito o ai profili aziendali nei social network o ad altri contenuti interessanti, può risultare molto vantaggioso in termini di visite e di vendite
  • per fare Email Marketing a livello professionale è necessario dotarsi di uno strumento di invio specialistico (i normali client di post non sono sufficienti), perché sono necessarie statistiche di invio dettagliate e server appositamente predisposti
  • il ciclo di vita di un messaggio email può considerarsi pressoché concluso dopo circa tre giorni dall’invio; per massimizzare i risultati si possono programmare dei piani di invio schedulati a scadenze prefissate prima della data di riferimento o scadenza dell’offerta
  • se la deliverability è inferiore all’85% bisogna ripulire gli archivi, riconfigurare o sostituire il software o il server / dominio di invio; se il numero di utenti che aprono il messaggio è inferiore al 10% di quelli che l’hanno effettivamente ricevuto si deve migliorare l’oggetto o rendere più riconoscibile il mittente; se il numero di utenti che hanno cliccato su uno dei link nel messaggio è inferiore al 7-8% delle email aperte si deve lavorare sui testi proposti e sulla loro formattazione
  • tentare invii successivi limitati agli utenti che non hanno letto il primo messaggio variando l’oggetto e/o il mittente può elevare notevolmente il tasso di apertura di un singolo invio
  • l’offering test è fondamentale per capire che tipo di offerta suscita maggiore attenzione nella nostra lista di utenti
  • negli split test è fondamentale che i gruppi di persone a cui si inviano i messaggi siano i più omogenei possibili (stesso target), che abbiano almeno un migliaio di utenti ciascuno e che le mail vengono inviate contemporaneamente a tutti i gruppi
  • c’è enormi differenze in termini di conversione a seconda della rapidità nella risposta e se c’è stato o meno un contatto telefonico diretto

Fonte: Em@il Marketing, Lorusso, Gianpaolo & Cacciaguerra, Ugo; Direct Marketing News